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Kusakabe Kimbei, Kago (Palanchino), 1890 ca
© Museo delle Culture/Fondazione «Ceschin Pilone»

Esposizione: La fotografia del Giappone (1860-1910)

Il Museo delle Culture e la Fondazione «Ceschin Pilone» presentano una selezione di riproduzioni realizzate a partire dalle opere originali ottocentesche, stampate all’albumina e dipinte a mano. Tale selezione ripercorre uno dei tipici  viaggi che compivano gli occidentali che visitarono il Giappone fra il 1860 e il 1910, seguendo reti stradali ancora percorse ai giorni nostri, come il Tōkaidō e il Nakasendō. In aggiunta alle fotografie di viaggio, sono proposte alcune opere che esprimono l’estetica della «nostalgia» e del «mondo che fu», che caratterizza in modo determinante la cultura giapponese della seconda metà dell’Ottocento.

A realizzare tali capolavori furono artisti europei e giapponesi che risposero, innanzitutto, al bisogno dei viaggiatori occidentali di portare con sé il ricordo di un paese che appariva loro per molti versi straordinario, nel momento irripetibile in cui la modernizzazione forzata dell’epoca Meiji (1868-1912) trasformava, a vista d’occhio, un mondo sostanzialmente medievale in una moderna nazione industriale. Grazie all’affermazione delle innovative tecniche di stampa, le stesse fotografie che assortivano gli album-souvenir dei globetrotter, furono utilizzate per alcuni decenni per illustrare una ricca pubblicistica fatta di guide, di resoconti di viaggio e, soprattutto, di descrizioni della vita quotidiana e dei costumi di un mondo che appariva all’Occidente come la quintessenza di un Oriente medievale, educato ed elegante, arrivato miracolosamente intatto alle soglie della civiltà industriale. Considerata per molto tempo alla stregua di un episodio puramente «commerciale», quella che passerà alla storia come fotografia della «Scuola di Yokohama» rappresenta, in realtà, il risultato di un’attenta ricerca visiva, chiaramente legata alle riflessioni estetiche e ai canoni figurativi della tradizione giapponese.

L’esposizione sarà accompagnata da una conferenza pubblica.

“Il Giappone dei mostri – creature, mito e folklore del Sol Levante”

Oltre i confini del villaggio, la natura selvaggia dava vita, nelle menti dei contadini dell’antico Giappone, a creature misteriose e inquietanti che popolavano i boschi. Erano i tengu, i kappa, i tanuki, gli oni, i kitsune: tutti personaggi nati dalla fantasia popolare, creature a volte dispettose e cattive, a volte benevole che raccontavano il desiderio di spiegare fenomeni arcani, di dar ordine a un mondo misterioso apparentemente dominato dal caos.

L’esposizione “Il Giappone dei mostri – creature, mito e folklore del Sol Levante” presenta queste creature mostruose o demoniache, magiche o misteriose ricorrenti in molte fiabe e leggende e ricomparse poi nella narrativa, nei manga e negli anime; una particolare sezione è infine dedicata ai mostri nati in epoca contemporanea e particolarmente noti al grande pubblico. Un percorso per approfondire la mitologia nipponica e per avvicinarsi con sguardo nuovo e consapevole alle produzioni culturali del Giappone tradizionale e odierno.

 

realizzazione a cura di Associazione Culturale Tanuki, organizzatrice di Japan SunDays
Si ringrazia WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine Animata di Milano

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