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Studio di Kusakabe Kimbei, Ragazza con ombrellino, 1890 ca
© Museo delle Culture/Fondazione «Ceschin Pilone»

La fotografia del Giappone (1860-1910)

In relazione alla mostra curata dal Museo delle Culture di Lugano presente al Japan Matsuri, verrà proposta una conferenza per meglio comprenderne la storia e la tecnica.

Nella seconda metà dell’Ottocento ebbe luogo in Giappone un singolare matrimonio. La tecnica fotografica occidentale della stampa all’albumina si sposò con la maestrìa degli artisti locali, eredi di una antica e illustre tradizione pittorica. I risultati artistici del connubio furono di sorprendente bellezza e i soggetti rappresentati risultarono così verosimili che, ancora oggi, in alcuni casi, si fatica a distinguere le opere colorate a mano dalle moderne fotografie a colori.

Relatrice

La dott.ssa Moira Luraschi è ricercatrice del Museo delle Culture di Lugano, responsabile delle Collezioni giapponesi e cultrice della materia all’Università degli Studi dell’Insubria (Como-Varese)

Inciso nei corpi. IREZUMI, il tatuaggio giapponese: da marchio d’infamia a opera d’arte.

Il tatuaggio giapponese gode da qualche anno di grande fortuna ormai anche in Europa. Ma pochi forse ne conoscono le caratteristiche e la storia. Protettivo contro gli spiriti maligni per gli Ainu (i primi occupanti del Giappone), e per la comunità dei pescatori, segno di appartenenza per i giocatori d’azzardo del Giappone moderno e marchio d’infamia con cui si bollavano i criminali, il tatuaggio, in Giappone, ha davvero una storia lunga e affascinante. Questa conferenza traccia le origini e lo sviluppo di questa arte e ne spiega per sommi capi la tecnica complessa. Una tecnica che trasforma i corpi in opere d’arte viventi.

Relatrice: Rossella Marangoni

Nipponista milanese, si è laureata in Lingua e Letteratura Giapponese presso l’Università di Torino.  Ha scritto saggi sulla cultura giapponese e tiene conferenze, corsi e seminari presso alcune istituzioni milanesi, in particolare su tematiche collegate all’esperienza del sacro in Giappone e alla cultura teatrale ed estetica del periodo Edo (1603-1858). È  membro dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi (Aistugia). Ha compiuto numerosi viaggi di studio in Giappone. È autrice di Zen, dizionario iconografico, opera tradotta in più lingue, e di numerosi saggi sulla cultura giapponese.

Ha curato l’organizzazione culturale di alcune manifestazioni dedicate al Giappone tra cui Giappone sui navigli  (2008) e Il Giardino delle Muse: Alla ricerca della principessa splendente (2011) ed è direttore artistico del festival Japan SunDays di Milano.

Nel 2011 ha fondato con Marilia Albanese e Carmen Covito il sito e la rivista online “AsiaTeatro.it” di cui cura la sezione giapponese.

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Vestizione del kimono

Il kimono (letteralmente “cosa che si indossa, indumento”, da mono, cosa e ki, radice del verbo kiru, indossare), è il costume nazionale giapponese che si indossa in ogni occasione seguendo un preciso codice. Il kimono ha mantenuto la stessa forma originaria che risale all’VIII secolo: una pezza di tessuto che, chiusa sovrapponendo il lato sinistro a quello destro, forma con l’angolo delle maniche una grossa T. Viene tenuto chiuso dall’uso di una lunga fascia variamente annodata, l’obi.

Ogni donna giapponese, quando indossa il kimono, segue un codice che le permette di scegliere il kimono adatto all’occasione, cui accostare correttamente lo obi e gli accessori più indicati.

La quantità e la complessità delle parti che compongono il kimono e la lunghezza e pesantezza dell’obi fanno sì che a volte si reputi necessaria la presenza di una persona che aiuti a indossarlo. La vestizione del kimono diventa allora una vera e propria cerimonia il cui rituale rimanda alla tradizione estetica classica del Giappone.

In occasione di Japan Matsuri, la vestizione del kimono verrà presentata dalla maestra Sachiko Yamaguchi con il commento di Rossella Marangoni, dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi (Aistugia).

 

Di spettri, di mostri e d’animali.
Dal mondo delle fiabe al mondo dei netsuke.

In Giappone, nei racconti popolari, nelle fiabe e nell’immaginario autoctono che ha popolato di creature misteriose le vallate e le foreste e gli abissi, il mondo umano e  il mondo animale interagiscono. Natura e cultura si fondono e a volte si scambiano i ruoli: gli animali si antropomorfizzano mentre personaggi dall’apparenza umana rivelano la loro natura animale. E ancora, apparizioni di creature soprannaturali, emissari divini, manifestazioni di divinità rivelano la presenza del sacro nelle sue varie forme mentre spettri si aggirano inquieti fra questo mondo e l’aldilà. La conferenza mira a individuare i personaggi ricorrenti in molte fiabe e leggende, utili a riconoscere alcuni dei soggetti prediletti dell’iconografia giapponese, in particolare di quella espressa nei netsuke e nelle stampe del mondo fluttuante (ukiyoe), caratteristiche del periodo Edo (1603-1868).

Relatrice: Rossella Marangoni

Nipponista milanese, si è laureata in Lingua e Letteratura Giapponese presso l’Università di Torino.  Ha scritto saggi sulla cultura giapponese e tiene conferenze, corsi e seminari presso alcune istituzioni milanesi, in particolare su tematiche collegate all’esperienza del sacro in Giappone e alla cultura teatrale ed estetica del periodo Edo (1603-1858). È  membro dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi (Aistugia). Ha compiuto numerosi viaggi di studio in Giappone. È autrice di Zen, dizionario iconografico, opera tradotta in più lingue, e di numerosi saggi sulla cultura giapponese.

Ha curato l’organizzazione culturale di alcune manifestazioni dedicate al Giappone tra cui Giappone sui navigli  (2008) e Il Giardino delle Muse: Alla ricerca della principessa splendente (2011) ed è direttore artistico del festivalJapan SunDays di Milano.

Nel 2011 ha fondato con Marilia Albanese e Carmen Covito il sito e la rivista online “AsiaTeatro.it” di cui cura la sezione giapponese.

 

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MEMO.Live

presentato in collaborazione con MYOKO

MEMO.live è il programma youtube per chi vuole illustrare in stile Manga che eccezionalmente esce da internet e si mette in mostra sul palco del Japan Matsuri. In compagnia di due simpatici conduttori: Mega-Ne e Motoko che vi presenteranno un corso di Character Design nel quale verranno spiegati attraverso lo studio di un personaggio le tecniche di disegno digitale e della colorazione.

Sito Memo.Live : www.memolive.it
Sito MYOKO: www.myoko-japan.com

Un viaggio nel mondo del tè e degustazione gratuita

Sia sabato che domenica avrete modo di poter conoscere meglio questa fantastica bevanda e degustare gratuitamente i principali tè Giapponesi.

Ecco i temi trattati:

  • Cenni generali ed introduzione ai Tè verdi
  • Caratteristiche distintive dei Tè Giapponesi
  •  Presentazione, con assaggio, dei principali Tè Giapponesi
  • Tè e salute: effetti benefici del Tè verde
  • Domande e risposte

Per praticità si svolgerà in una delle aree workshop

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Courtesy Tezukayama Gallery, Hirohito Nomoto, Façade 03, 2011, lambda print, 42 x 62 cm

MAPPING POST-FUKUSHIMA JAPAN

Il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone l’11 marzo 2011 hanno causato la morte di oltre 15.000 persone, hanno strappato casa, scuola e ufficio a un numero molto maggiore di individui e hanno innescato un grave incidente al reattore nucleare di Fukushima Dai-ichi, i cui effetti dureranno per decenni. Questi eventi senza precedenti hanno riacceso timori mai del tutto sopiti. Non solo, ma nell’arco di pochi mesi ‘Fukushima’ è diventato il nuovo sinonimo per catastrofe nucleare, comprensibile anche dalle generazioni che non hanno memoria di Chernobyl.

Come dopo il 9 agosto 1945, ancora una volta siamo tutti dei sopravvissuti. Senza più certezze e sicurezze, non più protetti dalle nostre case, dalle nostre città, dai nostri corpi. Protagonisti di narrative che possono solo costruirsi sulla base di meccanismi di perdita o sottrazione: dell’innocenza, di punti di riferimento solidi, ma soprattutto del proprio io.

Un incontro che, attraverso il cinema, la fotografia, la letteratura, si propone come un viaggio nelle lacerazioni di un Giappone che ogni giorno si confronta con un nemico invisibile e spaventoso, nella consapevolezza che nulla sarà più come prima.

 

Relatori:
Paola Scrolavezza
, traduttrice e critico, insegna Cultura e Letteratura Giapponese presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Si occupa di letteratura femminile moderna e contemporanea, e si interessa di scritture di genere, noir e SF. Ha tradotto Higashino Keigo, Ogawa Yoko, Hayashi Fumiko e Ekuni Kaori, ed è autore, con Luisa Bienati, del volume La narrativa giapponese moderna e contemporanea (Marsilio, 2009), e con Maria Roberta Novielli di Lo schermo scritto. Letteratura e cinema in Giappone (Cafoscarina, 2012). Dal 2011 è curatore di NipPop, evento annuale patrocinato dall’Università di Bologna, e incentrato sulle subculture del Giappone contemporaneo.

Francesca Scotti, scrittrice, è nata a Milano. Diplomata in Conservatorio e laureata in Giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic), vincitrice del Premio Fucini e finalista al Premio Lussu Città di Offida. Dal libro è stato tratto l’omonimo cortometraggio per la regia di Alessandra Pescetta. Collabora con il sito web hounlibrointesta.it , la casa di produzione La Casa dei Santi, O barra O edizioni e Radio PopolareL’origine della distanza (Terre di Mezzo Editore, 2013) è il suo ultimo libro. Vive tra l’Italia e il Giappone. Su Facebook la trovi qui, su Twitter è @framirtilli. Il suo sito è francescascotti.it.

Federica Cavazzuti nasce a Modena nel 1988. Da sempre appassionata di cultura giapponese e di arti visive, si laurea dapprima in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università di Bologna con una tesi sulle artiste outsider giapponesi dal dopoguerra a oggi. Successivamente ottiene la laurea magistrale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, indirizzo ‘Giappone Moderno e Contemporaneo’. Parallelamente alle collaborazioni con diverse istituzioni artistiche italiane ed estere, nel 2013-14 frequenta un master a Londra presso SOAS, School of Oriental and African Studies, in ‘Contemporary Art of Asia and Africa’, dove amplia la sua ricerca al resto dell’Asia e si avvicina ai gender studies.

Con la collaborazione e partecipazione di:

Andrea Funaro

Cesare Guerzoni

Michael Pacioni

Tania Sarti

 

L’associazione culturale NipPop, istituita nel 2013 e con sede a Bologna, ha come obiettivo principale la promozione della cultura giapponese contemporanea in Italia attraverso una serie di appuntamenti, workshop, mostre e conferenze che coinvolgono artisti ed esperti di fama internazionale. Parallelamente, attraverso il proprio sito web, www.nippop.it, si rivolge a studenti e appassionati di cultura giapponese – ma anche di cinema, letteratura e arte in senso più ampio – fornendo notizie e riflessioni riguardanti diversi ambiti, con l’intento di aprire nuove prospettive sulle tendenze pop del Giappone contemporaneo.

 

 

Conferenza sullo Shiatsu

“Il cuore dello Shiatsu è come il puro affetto materno; la pressione delle mani fa scorrere le sorgenti della vita.” – Tokujiro Namikoshi

Lo shiatsu è una tecnica manuale di origine giapponese sviluppatasi agli inizi del ventesimo secolo e diffusasi un po’ in tutto il mondo a partire dagli anni sessanta. Tokujiro Namikoshi è stato sicuramente una delle figure più importanti nella nascita dello shiatsu e la scuola da lui fondata, il Japan Shiatsu College di Tokyo, è oggi l’unica che ha un riconoscimento ufficiale da parte del Ministero della Salute giapponese.

L’insegnamento della tecnica base da parte della nostra scuola (Istituto Svizzero Shiatsu metodo Namikoshi) è certificato dal Japan Shiatsu College di Tokyo.

La parola Shiatsu significa letteralmente “pressioni con le dita”: shi=dito, atsu=pressione. Il Ministero della Salute giapponese così lo definisce: “Trattamento che, applicando delle pressioni con le dita ed il palmo della mano su determinati punti del corpo corregge gli squilibri, migliora e mantiene la salute, contribuisce ad alleviare diversi disturbi e attiva le capacità di autoguarigione dell’organismo. Non ha effetti secondari.”

Lo Shiatsu considera l’essere umano sempre nella sua integrità ed unicità e si indirizza al riequilibrio generale della persona e al suo benessere totale. La sua azione ha effetto non solo a livello fisico ma anche a livello psichico, energetico ed emozionale.

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